Significato di alcuni termini

Screening tumore colon retto

COLON-RETTO: è l’ultimo tratto dell’intestino e viene chiamato anche intestino crasso” o “grosso intestino”.

TEST PER LA RICERCA DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI: è un test biochimico di tipo immunologico che verifica la presenza anche di piccolissime quantità di sangue nelle feci non visibili ad occhio nudo. Il test, di facile esecuzione a domicilio, viene valutato presso i Laboratori analisi. Il risultato del test può essere: negativo (assenza di sangue nelle feci) o positivo (presenza di sangue occulto nelle feci).

COLONSCOPIA: è un esame che serve a controllare le pareti interne del colon-retto e ad individuare eventuali alterazioni, eseguire biopsie, asportare polipi. Si esegue con uno strumento flessibile dotato di telecamera. La colonscopia si definisce completa o totale quando raggiunge il cieco, cioè quando visualizza tutto il colon.

POLIPO: escrescenza della mucosa, cioè del tessuto che riveste l’interno degli organi cavi come l’intestino. I polipi possono essere di natura infiammatoria e non avere nessuna tendenza alla trasformazione in tumore maligno.

LESIONE PRE-TUMORALE o ADENOMA: lesioni o tumori benigni che tendono con il tempo a subire delle trasformazioni fino a diventare un tumore maligno.
Nel colon-retto queste lesioni si distinguono in forme a basso rischio di evoluzione tumorale e in forme ad alto rischio di evoluzione o “adenomi ad alto rischio”.

POLIPECTOMIA ENDOSCOPICA: l’asportazione di uno o più polipi durante la colonscopia. Mediante l’asportazione di un adenoma si annulla il rischio della trasformazione in tumore maligno e pertanto si attua la prevenzione nello sviluppo del carcinoma del colon 

DIVERTICOLI: sono estroflessioni (cioè piccole tasche) della mucosa intestinale che possono sanguinare o perforarsi in corso di infiammazione.

EMORROIDI: sono rigonfiamenti delle vene poste in prossimità dell’orifizio anale, sanguinanti in caso di rottura.

RAGADI: sono piccole ferite lineari del canale anale, facilmente sanguinanti e molto dolenti.


Screening tumori della mammella e del collo dell’utero

AGUS,  ASCUS, ASC-H,  AGC, AIS

AGUS (cellule ghiandolari atipiche di incerto significato)

ASCUS (cellule squamose atipiche di incerto significato)

ASC-H  (cellule squamose atipiche, non possibile escludere HSIL: lesioni ad alto grado di rischio)

AGC (cellule atipiche ghiandolari),

AIS (adenocarcinoma in situ, cioè non invasivo)

Classificazioni citologiche utilizzate nella lettura dei vetrini che indicano una diagnosi di incerta interpretazione e implicano la possibilità di ulteriori approfondimenti.

Biopsia

È un prelievo di piccole quantità di tessuto che viene esaminato al microscopio a scopo diagnostico.
Nello screening del tumore del collo dell’utero, la biopsia costituisce parte integrante dell’esame colposcopico e viene eseguita in particolare per chiarire la presenza di alterazioni rilevate al Pap-test. Viene eseguita in ambulatorio, è di facile esecuzione e, talvolta, provoca modesto dolore.

Nello screening del tumore della mammella è un prelievo chirurgico di piccole quantità di tessuto. Può essere eseguita in anestesia locale o generale ed è di facile esecuzione.

Calcificazioni

Sono piccoli depositi di sali di calcio, visibili solo con la mammografia, presenti in diverse patologie mammarie.

Le calcificazioni possono verificarsi sia in caso di patologie benigne (come negli esiti di mastopatia fibrocistica) sia in zone di trasformazione in senso neoplastico.

Cancro

È un tumore maligno o neoplasia maligna.

Carcinoma in situ

È la definizione istologica di una neoplasia non invasiva, cioè limitata alla membrana basale.

Carcinoma invasivo

È la definizione istologica di una neoplasia che ha superato la membrana basale e infiltra i tessuti sottostanti. 

CIN

Cervical Intraepitelial Neoplasia (neoplasia cervicale intraepiteliale).

È una definizione istologica per classificare le lesioni precancerose della cervice uterina, di gravità diversa espressa in modo crescente.

Citologico

Analisi attinente allo studio delle cellule.

Collo dell’utero / cervice uterina / portio uterina

È la parte inferiore dell’utero che sporge in vagina

Colposcopia

È un esame di approfondimento diagnostico (o di secondo livello) indispensabile nelle pazienti in cui si sospetta la presenza di una patologia del collo dell’utero, rilevata tramite il Pap-test.
Non è quindi un test che fa parte dello screening, ma che viene eseguito successivamente, se necessario. La colposcopia viene effettuata da un esperto, di solito un ginecologo colposcopista, e consiste nell’osservare la parte di mucosa cervicale endovaginale (portio) per poter identificare, localizzare e curare le lesioni riscontrate con il Pap-test.

Compressione della mammella

È una manovra che viene eseguita durante la mammografia. A volte è lievemente fastidiosa o, più raramente, provoca modesto dolore. È necessaria per usare una minore quantità di radiazioni e avere un esame più leggibile che permetta quindi una diagnosi più precisa.

Diagnosi

È la determinazione della natura o della sede di una malattia, in base alla valutazione dei segni con cui si manifesta (sintomi).

Ecografia

È un esame che utilizza gli ultrasuoni, e non i raggi X.

Permette di controllare noduli palpabili oppure evidenziati dalla mammografia ed è in grado di distinguere se sono solidi o contengono materiale liquido (cisti).

Con l’ecografia non si vedono noduli inferiori a 0,7- 0,8 cm, soprattutto se sono immersi in tessuto adiposo.

Non può sostituire la mammografia, che rimane l’unico test di screening.

Epitelio

È il tessuto di rivestimento degli organi, formato da cellule fittamente addossate, disposte in uno o più strati.

HPV

È una sigla (Human Papilloma Virus) che identifica un gruppo di virus, diversi tra loro, che possono causare una grande varietà di lesioni più o meno benigne, come i papillomi e i condilomi.
Queste lesioni possono essere presenti sulla pelle, nella cavità orale, nella laringe, sulla congiuntiva degli occhi, nell’esofago, nella vescica, nell’ano, sui genitali sia maschili che femminili.
Sono virus a prevalente trasmissione sessuale, anche se è possibile essere contagiati attraverso il semplice contatto delle mucose o della cute degli organi sessuali.
Alcuni tipi di HPV sono stati associati allo sviluppo di lesioni pre-neoplastiche o neoplastiche del collo dell’utero.

Istologia

È la disciplina che studia la struttura cellulare dei tessuti anche mediante esami al microscopio.

Mammografia

È un esame radiologico che fornisce un’immagine della mammella e ne consente lo studio.
È l’indagine più affidabile per la diagnosi precoce del tumore della mammella, perché riesce a mettere in evidenza anche lesioni molto piccole, come le microcalcificazioni. Naturalmente, per raggiungere questo scopo, deve essere una mammografia di buona qualità, eseguita da personale appositamente formato, con apparecchiature adeguate e periodicamente controllate.

Mammografo

È l’apparecchio radiologico che serve per fare la mammografia.

Mastite

È un’infiammazione della mammella, che può interessarla tutta o solo in parte. Provoca dolore, rossore, a volte febbre.

Si può curare con una terapia a base di farmaci (antinfiammatori e antibiotici) che potrà essere prescritta durante una visita medica.

Mastopatia fibrocistica

È una malattia della ghiandola mammaria, che presenta un tessuto di costituzione fibrosa (abnorme presenza di fibre).

Neoplasia

È la formazione, per lo più patologica, di nuovi tessuti. Sinonimo di tumore.

Nodulo

È un addensamento circoscritto nella mammella.

Si può sentire con la palpazione, si può vedere anche come zona opaca effettuando la mammografia e come area solida o cistica con l’ecografia.

Pap-test

È un esame che consiste nella raccolta di materiale (cellule, ecc.) presente sulla superficie del collo dell’utero.

Questo materiale viene collocato (strisciato) su un vetrino o inserito in un apposito contenitore, processato e poi osservato al microscopio.

Proiezione laterale / obliqua / medio laterale / cranio caudale

Sono le posizioni in cui si eseguono le lastre di base della mammografia.
Per effettuarle si comprime la mammella in senso laterale dall’esterno all’interno, o dall’alto verso il basso.

Raggi X

Sono raggi emessi da una particolare apparecchiatura che permettono di “vedere” all’interno dei tessuti e distinguere le loro differenze. 

I raggi erogati utilizzando i mammografi attualmente in commercio sono di entità modesta e, se l’esame è ben eseguito, la dose che viene assorbita è molto bassa.

Screening

È un intervento sanitario che mira a mettere in evidenza la presenza di una eventuale malattia nelle sue fasi iniziali. 

L’individuazione delle fasi precoci della malattia può permettere di intervenire tempestivamente con le cure più appropriate, facilitando la guarigione e riducendo la mortalità.
È proponibile solo qualora ne sia stata provata scientificamente l’efficacia in termini di riduzione della mortalità per quella determinata malattia e/o dello sviluppo di nuovi casi.
Lo screening è un modo per selezionare, con un test (in questo caso il Pap-test, HPV test o la mammografia), in una popolazione ben definita che non presenta sintomi, un piccolo gruppo di persone da sottoporre a successive indagini diagnostiche di approfondimento per stabilire se sono portatrici o no della patologia di cui si intende fare la diagnosi precoce.
Lo screening non si effettua in persone che già abbiano sintomi o in cui la malattia sia evidente.

SIL

È una definizione di tipo citologico che si usa nel Pap-test per definire una lesione squamosa intraepiteliale. Può essere a basso (LSIL) e alto grado (HSIL). Soprattutto in questo secondo caso, la lesione merita ulteriori approfondimenti e trattamenti adeguati.

Sovra-diagnosi

Diagnosi di tumori in situ o invasivi che, in assenza di screening, non sarebbe stata effettuata nel corso della vita. È la combinazione di due cause: la storia naturale della malattia (alcune lesioni hanno una scarsa o nulla capacità di progressione) e la presenza di rischi competitivi di morte (è possibile che il soggetto muoia per un’altra causa, prima che quel tumore diventi sintomatico). Nel momento in cui una lesione è stata diagnosticata, è difficile capire quale sarebbe stata la sua capacità a manifestarsi clinicamente nel corso della vita.

Sovra-trattamento

Il sovra-trattamento (trattamento delle lesioni sovra-diagnosticate) è strettamente connesso alla sovra-diagnosi, sia per l’impossibilità di identificare i singoli casi di carcinoma che non darebbero problemi sia per la limitata aggressività delle terapie, accettabile in funzione del beneficio dello screening.

Terapia 

È l’insieme dei provvedimenti adottati per combattere una malattia. 

Tessuto

È il materiale che costituisce gli organi, formato da un aggregato di cellule che hanno forma, struttura e funzioni simili. 

Test HPV

E’ un esame che consiste nella raccolta di materiale (cellule, ecc.) presente sulla superficie del collo dell’utero e poi inserito in un apposito contenitore per essere analizzato in laboratorio.

Utero

È l’organo femminile, situato nel piccolo bacino, in cui si annida l’ovulo fecondato; è collegato all’esterno mediante la vagina.

Fonte: https://salute.regione.emilia-romagna.it/screening/